La mobilitazione delle destre radicali (sia partiti che movimenti) è considerata un fenomeno significativo dei primi due decenni del XXI secolo ed è probabilmente anche il fenomeno editoriale accademico in scienza politica e sociologia più di rilievo dello stesso periodo. Ma cosa sappiamo della sua transnazionalizzazione? Come e quanto le organizzazioni radicali di destra sviluppano frames transnazionali e identità collettive oltre i confini, danno vita a contatti organizzativi e reti internazionali di coordinamento e cooperazione, e organizzano mobilitazioni ed eventi politici transnazionali? Quali sono le varie traiettorie e «meccanismi» attraverso i quali le forze della destra radicale superano i confini nazionali nel loro attivismo politico? Esistono differenze nel grado e nelle forme di transnazionalizzazione tra i diversi «sotto-settori» della destra radicale? Il volume affronta questi sviluppi dal punto di vista della politica conflittuale e della mobilitazione collettiva, offrendo una visione amplia degli attori che compongono ad oggi la costellazione della destra radicale in vari Paesi europei. Questo approccio è a nostro avviso fondamentale per comprendere il ruolo crescente della mobilitazione di strada e dei vari movimenti sociali sul versante regressivo della politica a livello globale, al di là de o insieme a, i successi elettorali che appaiono sempre più evidenti da un Paese all’altro, non solo in Europa. Infatti, la destra radicale, nei vari Paesi, mostra di aver ampliato il proprio nucleo ideologico al di là delle questioni chiave di razza, etnia, nazionalismo e immigrazione, includendo anche il negazionismo del cambiamento climatico, lo scetticismo nei confronti del COVID-19 e le campagne anti-gender. Ogni capitolo del libro affronta questi temi da una prospettiva diversa (transnazionalizzazione come identità, reticoli e pratiche), guardando a sette Paesi europei (Francia, Italia, Gran Bretagna, Austria, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria) e ad oltre 700 gruppi di destra radicale, nel corso del tempo, contribuendo così al dibattito in corso sul backsliding democratico nelle democrazie liberali e sulla cosiddetta backlash politics [Alter e Zürn 2020]. In generale auspichiamo che questo volume possa diventare argomento di dibattito oltre i confini accademici, per investire la società civile, i policy makers e le riflessioni giornalistiche.
La Transnazionalizzazione della Destra Radicale : Identità, Reticoli, Pratiche
manuela caiani
2025
Abstract
La mobilitazione delle destre radicali (sia partiti che movimenti) è considerata un fenomeno significativo dei primi due decenni del XXI secolo ed è probabilmente anche il fenomeno editoriale accademico in scienza politica e sociologia più di rilievo dello stesso periodo. Ma cosa sappiamo della sua transnazionalizzazione? Come e quanto le organizzazioni radicali di destra sviluppano frames transnazionali e identità collettive oltre i confini, danno vita a contatti organizzativi e reti internazionali di coordinamento e cooperazione, e organizzano mobilitazioni ed eventi politici transnazionali? Quali sono le varie traiettorie e «meccanismi» attraverso i quali le forze della destra radicale superano i confini nazionali nel loro attivismo politico? Esistono differenze nel grado e nelle forme di transnazionalizzazione tra i diversi «sotto-settori» della destra radicale? Il volume affronta questi sviluppi dal punto di vista della politica conflittuale e della mobilitazione collettiva, offrendo una visione amplia degli attori che compongono ad oggi la costellazione della destra radicale in vari Paesi europei. Questo approccio è a nostro avviso fondamentale per comprendere il ruolo crescente della mobilitazione di strada e dei vari movimenti sociali sul versante regressivo della politica a livello globale, al di là de o insieme a, i successi elettorali che appaiono sempre più evidenti da un Paese all’altro, non solo in Europa. Infatti, la destra radicale, nei vari Paesi, mostra di aver ampliato il proprio nucleo ideologico al di là delle questioni chiave di razza, etnia, nazionalismo e immigrazione, includendo anche il negazionismo del cambiamento climatico, lo scetticismo nei confronti del COVID-19 e le campagne anti-gender. Ogni capitolo del libro affronta questi temi da una prospettiva diversa (transnazionalizzazione come identità, reticoli e pratiche), guardando a sette Paesi europei (Francia, Italia, Gran Bretagna, Austria, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria) e ad oltre 700 gruppi di destra radicale, nel corso del tempo, contribuendo così al dibattito in corso sul backsliding democratico nelle democrazie liberali e sulla cosiddetta backlash politics [Alter e Zürn 2020]. In generale auspichiamo che questo volume possa diventare argomento di dibattito oltre i confini accademici, per investire la società civile, i policy makers e le riflessioni giornalistiche.| File | Dimensione | Formato | |
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