L’Almanacco di Filosofia e Politica, diretto da Roberto Esposito, dedica ciascuna delle proprie uscite all’analisi critica di temi del dibattito pubblico, nella loro dimensione politica. Nelle sue pagine si incrociano molti degli ambiti delle scienze umane e sociali. Non si tratta di una pubblicazione accademica tradizionale, ma di uno spazio di pensiero transdisciplinare ed espressamente militante. Ciò che l’Almanacco vuole suscitare è un’interrogazione sull’attualità che ne colga snodi profondi e problematici, al di là della sua dimensione immediata. Questo settimo volume indaga alcune forme eclatanti assunte dai fascismi odierni, siano essi espliciti o mascherati. Se per gran parte del Novecento il termine “fascismo” ha designato fenomeni storici determinati o le loro eredità, oggi il concetto viene riattivato in relazione a una serie di trasformazioni strutturali che investono le democrazie liberali. Tra queste figurano la crisi dei meccanismi rappresentativi, l’arretramento dei diritti civili e sociali e la crescente esclusione di ampi settori della popolazione dalla partecipazione politica. L’ascesa delle destre radicali, culminata simbolicamente con le elezioni di Orbán, Trump e Bolsonaro, ha reso evidente l’insufficienza di categorie interpretative come quella di “democrazia illiberale”. Così, il ritorno dei fascismi nel dibattito pubblico diventa una categoria critica per interpretare le trasformazioni in atto nelle democrazie contemporanee. Dopo un’introduzione di Laura Cremonesi e Alberto Martinengo, il volume ospita i saggi di Roberto Esposito, Tommaso Tuppini, Alberto Toscano, Elettra Stimilli, Mattia Di Pierro e Francesco Marchesi, Lorella Sini, Bianca Maria Esposito, Mikkel Bolt Rasmussen. Il libro si chiude con la sezione “Archivio”, che ospita un’intervista di Matteo Polleri ad Álvaro García Linera e Sandro Mezzadra, e un saggio di Nicos Poulantzas
Almanacco di Filosofia e politica. Fascismi
Cremonesi Laura
;Martinengo Alberto
2026
Abstract
L’Almanacco di Filosofia e Politica, diretto da Roberto Esposito, dedica ciascuna delle proprie uscite all’analisi critica di temi del dibattito pubblico, nella loro dimensione politica. Nelle sue pagine si incrociano molti degli ambiti delle scienze umane e sociali. Non si tratta di una pubblicazione accademica tradizionale, ma di uno spazio di pensiero transdisciplinare ed espressamente militante. Ciò che l’Almanacco vuole suscitare è un’interrogazione sull’attualità che ne colga snodi profondi e problematici, al di là della sua dimensione immediata. Questo settimo volume indaga alcune forme eclatanti assunte dai fascismi odierni, siano essi espliciti o mascherati. Se per gran parte del Novecento il termine “fascismo” ha designato fenomeni storici determinati o le loro eredità, oggi il concetto viene riattivato in relazione a una serie di trasformazioni strutturali che investono le democrazie liberali. Tra queste figurano la crisi dei meccanismi rappresentativi, l’arretramento dei diritti civili e sociali e la crescente esclusione di ampi settori della popolazione dalla partecipazione politica. L’ascesa delle destre radicali, culminata simbolicamente con le elezioni di Orbán, Trump e Bolsonaro, ha reso evidente l’insufficienza di categorie interpretative come quella di “democrazia illiberale”. Così, il ritorno dei fascismi nel dibattito pubblico diventa una categoria critica per interpretare le trasformazioni in atto nelle democrazie contemporanee. Dopo un’introduzione di Laura Cremonesi e Alberto Martinengo, il volume ospita i saggi di Roberto Esposito, Tommaso Tuppini, Alberto Toscano, Elettra Stimilli, Mattia Di Pierro e Francesco Marchesi, Lorella Sini, Bianca Maria Esposito, Mikkel Bolt Rasmussen. Il libro si chiude con la sezione “Archivio”, che ospita un’intervista di Matteo Polleri ad Álvaro García Linera e Sandro Mezzadra, e un saggio di Nicos PoulantzasI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



