Che le immagini a corredo della Commedia rappresentino l'esito - talvolta vistosamente intenzionale - della tradizione esegetica che precocissima ha nutrito l'immaginario poetico dei lettori impliciti del Poema sin dai primi decenni della sua ricezione, è un dato ampiamente documentato nell’antica trasmissione della Commedia. Lo studio dei rapporti di interferenza tra esegesi visiva ed esegesi testuale nelle più recenti indagini sulla relazione testo-immagine nei manoscritti miniati della Commedia ha posto il dato figurativo in stretta relazione con quello esegetico, mostrando in più di un caso un evidente rapporto di dipendenza dell'immagine dal commento: è quanto emerso per l'esegesi di Guido da Pisa, dell'Ottimo, di Iacomo della Lana o di Guiniforte Barzizza, per citare solo alcuni esempi di commenti capaci di generare apparati esegetici iconici che dipendano da quelli verbali. Il contributo intende ripercorrere alcuni momenti salienti della recensione figurativa del Paradiso nel ms. Banco Rari 39 (già Fondo Nazionale II I 29; Magl. VII 1232), conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e latore di una Commedia corredata lungo i margini dall’esegesi integrale di Francesco di Bartolo da Buti. Attraverso l'analisi delle strategie illustrative poste in atto per la figurazione della terza cantica, l’indagine intende offrire un’analisi degli hapax legomena iconografici che ne impreziosiscono il ricco, sebbene incompiuto, apparato illustrativo che correda il Paradiso e porne in luce le relazioni con l'esegesi butiana che sorregge l’impianto ermeneutico sotteso al commento figurato. Per l’elevato grado di figurazione e di interpretazione testuale affidato alle immagini; per il peculiare trattamento delle storie secondarie, capace di riprodurre sul piano iconografico il duplice livello della diegesi nello spazio figurativo dell'iniziale, distribuendo in registri differenziati i livelli della narrazione e spingendosi sino alla raffigurazione di metafore e similitudini complesse; ed in generale, per l’innovatività della figurazione paradisiaca nel panorama delle illustrazioni antiche della Commedia, l'apparato illustrativo del codice Banco Rari 39 rappresenta un esempio paradigmatico della stringente relazione che si stabilisce tra iconografie dantesche e antica esegesi al poema, a testimonianza della progressiva costituzione di un’esegesi figurativa della Commedia in cui l’immagine, facendosi soglia al testo, vero e proprio "commento figurato", rafforza, suggellandole visivamente, le istanze ermeneutiche veicolate dai dispositivi esegetici tradizionali, quali glosse, chiose e commenti continui, sia quando i commenti siano vergati a margine, come nel caso del manoscritto Banco Rari 39, sia pure quando siano invece sottesi in absentia, ma presupposti dalle scelte operate in sede iconografica.
Riverberi di esegesi in miniatura: il Paradiso Banco Rari 39 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Coppola Angelica
2026
Abstract
Che le immagini a corredo della Commedia rappresentino l'esito - talvolta vistosamente intenzionale - della tradizione esegetica che precocissima ha nutrito l'immaginario poetico dei lettori impliciti del Poema sin dai primi decenni della sua ricezione, è un dato ampiamente documentato nell’antica trasmissione della Commedia. Lo studio dei rapporti di interferenza tra esegesi visiva ed esegesi testuale nelle più recenti indagini sulla relazione testo-immagine nei manoscritti miniati della Commedia ha posto il dato figurativo in stretta relazione con quello esegetico, mostrando in più di un caso un evidente rapporto di dipendenza dell'immagine dal commento: è quanto emerso per l'esegesi di Guido da Pisa, dell'Ottimo, di Iacomo della Lana o di Guiniforte Barzizza, per citare solo alcuni esempi di commenti capaci di generare apparati esegetici iconici che dipendano da quelli verbali. Il contributo intende ripercorrere alcuni momenti salienti della recensione figurativa del Paradiso nel ms. Banco Rari 39 (già Fondo Nazionale II I 29; Magl. VII 1232), conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e latore di una Commedia corredata lungo i margini dall’esegesi integrale di Francesco di Bartolo da Buti. Attraverso l'analisi delle strategie illustrative poste in atto per la figurazione della terza cantica, l’indagine intende offrire un’analisi degli hapax legomena iconografici che ne impreziosiscono il ricco, sebbene incompiuto, apparato illustrativo che correda il Paradiso e porne in luce le relazioni con l'esegesi butiana che sorregge l’impianto ermeneutico sotteso al commento figurato. Per l’elevato grado di figurazione e di interpretazione testuale affidato alle immagini; per il peculiare trattamento delle storie secondarie, capace di riprodurre sul piano iconografico il duplice livello della diegesi nello spazio figurativo dell'iniziale, distribuendo in registri differenziati i livelli della narrazione e spingendosi sino alla raffigurazione di metafore e similitudini complesse; ed in generale, per l’innovatività della figurazione paradisiaca nel panorama delle illustrazioni antiche della Commedia, l'apparato illustrativo del codice Banco Rari 39 rappresenta un esempio paradigmatico della stringente relazione che si stabilisce tra iconografie dantesche e antica esegesi al poema, a testimonianza della progressiva costituzione di un’esegesi figurativa della Commedia in cui l’immagine, facendosi soglia al testo, vero e proprio "commento figurato", rafforza, suggellandole visivamente, le istanze ermeneutiche veicolate dai dispositivi esegetici tradizionali, quali glosse, chiose e commenti continui, sia quando i commenti siano vergati a margine, come nel caso del manoscritto Banco Rari 39, sia pure quando siano invece sottesi in absentia, ma presupposti dalle scelte operate in sede iconografica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



