Il saggio apre il catalogo della mostra “Dal Giglio al David” (ID 4467) curato dall’autrice con D. Parenti, come la mostra stessa. Su un arco esteso dalla metà del Duecento – dall’epigrafe del Bargello, 1255 – al primo terzo del Quattrocento, dall’età del primo Popolo a quella di Cosimo il Vecchio, si tenta di ritessere le vicende dell’“arte civica” fiorentina cui la mostra è dedicata, in una prospettiva che include manifestazioni eterogenee dell’identità cittadina, dalla moneta alle epigrafi, dai libri miniati alla pittura e scultura monumentali. Si offre per la prima volta una linea interpretativa della vicenda della committenza pubblica “repubblicana” e dei suoi tratti propri, delineando il carattere di consapevole, flessibile ‘tradizione’ che su quest’arco di tempo le manifestazioni dell’arte civica ostentano. Entro una leggibile continuità, si individuano fasi distinte 1) la fase formativa delle immagini identitarie; 2) l’uso politico di pitture narrative ‘agenti’ nella vita politica della città; 3) il ricorso all’allegoria, narrativa, parlante, capace di argomentare: epocale portato giottesco, che rinnova il lessico politico figurato non solo fiorentino; 4) la diffusione di tale lessico dai centri del potere al territorio; 5) il rinnovarsi del lessico politico per immagini, all’insegna della continuità di alcuni temi cardine (Ercole; gli eroi romani) e dell’invenzione di altri, nuovi e fortunatissimi (David), sotto il segno della cultura umanistica ‘militante’ fra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, attorno ai cancellieri Salutati e Bruni; 6) la ‘magnifica appropriazione’ dei temi civici tradizionali, anche i più radicati (Marte, Ercole), da parte dei primi Medici, signori di fatto, in forme straordinariamente innovative sul piano figurativo: il saggio si chiude sul David bronzeo donatelliano a Palazzo Medici e i suoi precedenti prossimi e remoti. Fra le linee di continuità, oltre alla fortuna di un lessico riconoscibile di temi storici, esemplari e allegorici, il rapporto con l’antico, nella città ‘figlia di Roma’; l’apporto costante e decisivo all’immaginario politico figurato da parte di uomini di lettere impegnati nella vita istituzionale, di cultura prima volgare, poi protoumanistica, frequentemente espresso dalla presenza di iscrizioni illustrative delle immagini. Speciale attenzione è dedicata (fin dal titolo) all’essenzialità, all’interno di questa tradizione, di opere perdute, alcune capitali, come il Comune di Giotto o la Dovizia di Donatello, ma anche di un tessuto d’immagini ‘d’occasione’, di minore impegno ma di uso costante (la pittura ‘di cronaca’ e ‘d’infamia’). Attingendo l’esemplificazione, in parte, dalle opere in mostra, il saggio, concepito anche come contributo autonomo dall’occasione espositiva, le contestualizza in un tessuto che in mostra non è rappresentato, anche perché fatto d’immagini ancora nei luoghi d’origine (come le decorazioni delle sedi di alcune Arti Maggiori), o da tempo perdute.

Arte civica a Firenze, dal primo Popolo al primo Umanesimo. La tradizione, i modelli perduti

DONATO, MARIA
2013

Abstract

Il saggio apre il catalogo della mostra “Dal Giglio al David” (ID 4467) curato dall’autrice con D. Parenti, come la mostra stessa. Su un arco esteso dalla metà del Duecento – dall’epigrafe del Bargello, 1255 – al primo terzo del Quattrocento, dall’età del primo Popolo a quella di Cosimo il Vecchio, si tenta di ritessere le vicende dell’“arte civica” fiorentina cui la mostra è dedicata, in una prospettiva che include manifestazioni eterogenee dell’identità cittadina, dalla moneta alle epigrafi, dai libri miniati alla pittura e scultura monumentali. Si offre per la prima volta una linea interpretativa della vicenda della committenza pubblica “repubblicana” e dei suoi tratti propri, delineando il carattere di consapevole, flessibile ‘tradizione’ che su quest’arco di tempo le manifestazioni dell’arte civica ostentano. Entro una leggibile continuità, si individuano fasi distinte 1) la fase formativa delle immagini identitarie; 2) l’uso politico di pitture narrative ‘agenti’ nella vita politica della città; 3) il ricorso all’allegoria, narrativa, parlante, capace di argomentare: epocale portato giottesco, che rinnova il lessico politico figurato non solo fiorentino; 4) la diffusione di tale lessico dai centri del potere al territorio; 5) il rinnovarsi del lessico politico per immagini, all’insegna della continuità di alcuni temi cardine (Ercole; gli eroi romani) e dell’invenzione di altri, nuovi e fortunatissimi (David), sotto il segno della cultura umanistica ‘militante’ fra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, attorno ai cancellieri Salutati e Bruni; 6) la ‘magnifica appropriazione’ dei temi civici tradizionali, anche i più radicati (Marte, Ercole), da parte dei primi Medici, signori di fatto, in forme straordinariamente innovative sul piano figurativo: il saggio si chiude sul David bronzeo donatelliano a Palazzo Medici e i suoi precedenti prossimi e remoti. Fra le linee di continuità, oltre alla fortuna di un lessico riconoscibile di temi storici, esemplari e allegorici, il rapporto con l’antico, nella città ‘figlia di Roma’; l’apporto costante e decisivo all’immaginario politico figurato da parte di uomini di lettere impegnati nella vita istituzionale, di cultura prima volgare, poi protoumanistica, frequentemente espresso dalla presenza di iscrizioni illustrative delle immagini. Speciale attenzione è dedicata (fin dal titolo) all’essenzialità, all’interno di questa tradizione, di opere perdute, alcune capitali, come il Comune di Giotto o la Dovizia di Donatello, ma anche di un tessuto d’immagini ‘d’occasione’, di minore impegno ma di uso costante (la pittura ‘di cronaca’ e ‘d’infamia’). Attingendo l’esemplificazione, in parte, dalle opere in mostra, il saggio, concepito anche come contributo autonomo dall’occasione espositiva, le contestualizza in un tessuto che in mostra non è rappresentato, anche perché fatto d’immagini ancora nei luoghi d’origine (come le decorazioni delle sedi di alcune Arti Maggiori), o da tempo perdute.
Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento, catalogo della mostra (Firenze, Galleria dell'Accademia, 14 maggio-8 dicembre 2013)
Giunti Editore
Arte civica Firenze; Committenza pubblica comunale; Iconografica politica; Giotto
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11384/3636
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact