Il 30 gennaio 1649 Carlo I Stuart, sovrano d’Inghilterra, di Scozia e d’Irlanda, viene decapitato. La sua esecuzione costituisce un evento unico nella storia moderna europea. Già prima di Carlo I, decine di sovrani erano stati vittime di congiure o di morte violenta, uccisi in segreto o in pubblico, ma nessuno prima di lui era stato decapitato sulla pubblica piazza dopo un processo pubblico e il giudizio di una Corte Suprema di Giustizia. Inoltre, il caso di Carlo I è particolarmente rilevante perché la sua condanna poggia proprio sull’accusa di tirannide. In questo lavoro di tesi si analizza il dibattito scatenato da questo evento eccezionale e il suo retroterra teorico e culturale. La tesi si articola pertanto in due sezioni. Nella prima sezione, suddivisa in quattro capitoli, si affronta la questione del processo e dell’esecuzione di Carlo I, facendo dialogare tra loro due osservatori d’eccezione delle guerre civili inglesi, John Milton e Thomas Hobbes. Mettendo a confronto le teorie politiche di questi due autori si cerca di rispondere criticamente ad un quesito fondamentale, ovvero se l’esecuzione del sovrano sia un atto illegittimo (si parla in tal caso di regicidio) oppure legittimo (si tratta, invece, di tirannicidio). La seconda sezione è dedicata, invece, all’analisi delle fonti del dibattito inglese sul diritto di resistenza al tiranno. L’attenzione è focalizzata sulla tradizione protestante britannica della seconda metà del Cinquecento, il cui ruolo nel dibattito intorno alla morte di Carlo I non è stato finora adeguatamente indagato. Prendendo spunto dalle indicazioni fornite da Milton nel suo Tenure of Kings and Magistrates, in questa sezione, strutturata in quattro capitoli, ci si sofferma su quattro autori considerati «monarcomachi britannici»: John Ponet, Christopher Goodman, John Knox e George Buchanan. In un percorso che procede dal dibattito alle fonti, questo lavoro di tesi si propone di valutare come cambia il concetto di tirannide e come evolve, di pari passo, il diritto di resistenza. Esaminando molteplici nuclei tematici – la distinzione tra re e tiranno, i modelli di resistenza, la legittimità del tirannicidio – si rintracciano le condizioni teoriche che hanno reso possibile pensare come legittima l’uccisione di un sovrano e metterla in atto.

Uccidere il tiranno. Tirannicidio e resistenza in Inghilterra tra Cinquecento e Seicento / Pirola, Francesca. - (2018 Mar 29).

Uccidere il tiranno. Tirannicidio e resistenza in Inghilterra tra Cinquecento e Seicento

Pirola, Francesca
2018-03-29

Abstract

Il 30 gennaio 1649 Carlo I Stuart, sovrano d’Inghilterra, di Scozia e d’Irlanda, viene decapitato. La sua esecuzione costituisce un evento unico nella storia moderna europea. Già prima di Carlo I, decine di sovrani erano stati vittime di congiure o di morte violenta, uccisi in segreto o in pubblico, ma nessuno prima di lui era stato decapitato sulla pubblica piazza dopo un processo pubblico e il giudizio di una Corte Suprema di Giustizia. Inoltre, il caso di Carlo I è particolarmente rilevante perché la sua condanna poggia proprio sull’accusa di tirannide. In questo lavoro di tesi si analizza il dibattito scatenato da questo evento eccezionale e il suo retroterra teorico e culturale. La tesi si articola pertanto in due sezioni. Nella prima sezione, suddivisa in quattro capitoli, si affronta la questione del processo e dell’esecuzione di Carlo I, facendo dialogare tra loro due osservatori d’eccezione delle guerre civili inglesi, John Milton e Thomas Hobbes. Mettendo a confronto le teorie politiche di questi due autori si cerca di rispondere criticamente ad un quesito fondamentale, ovvero se l’esecuzione del sovrano sia un atto illegittimo (si parla in tal caso di regicidio) oppure legittimo (si tratta, invece, di tirannicidio). La seconda sezione è dedicata, invece, all’analisi delle fonti del dibattito inglese sul diritto di resistenza al tiranno. L’attenzione è focalizzata sulla tradizione protestante britannica della seconda metà del Cinquecento, il cui ruolo nel dibattito intorno alla morte di Carlo I non è stato finora adeguatamente indagato. Prendendo spunto dalle indicazioni fornite da Milton nel suo Tenure of Kings and Magistrates, in questa sezione, strutturata in quattro capitoli, ci si sofferma su quattro autori considerati «monarcomachi britannici»: John Ponet, Christopher Goodman, John Knox e George Buchanan. In un percorso che procede dal dibattito alle fonti, questo lavoro di tesi si propone di valutare come cambia il concetto di tirannide e come evolve, di pari passo, il diritto di resistenza. Esaminando molteplici nuclei tematici – la distinzione tra re e tiranno, i modelli di resistenza, la legittimità del tirannicidio – si rintracciano le condizioni teoriche che hanno reso possibile pensare come legittima l’uccisione di un sovrano e metterla in atto.
M-FIL/06 STORIA DELLA FILOSOFIA
SPS/01 FILOSOFIA POLITICA
Filosofia
Hobbes, Thomas
Milton, John
Philosophy
political philosophy
right of resistance
tyranny
Scuola Normale Superiore
Ciliberto, Michele
Zarka, Yves Charles
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Descrizione: doctoral thesis full text
Tipologia: Tesi PhD
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11384/86143
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