Il San Giovanni Battista nella tribuna del Duomo di Pisa è un vertice incompreso del catalogo di Nino Pisano, al quale è stato attribuito in una sola e ormai dimenticata occasione. Finora gli studi hanno potuto far affidamento su un’unica riproduzione fotografica del marmo: le immagini poste a corredo del saggio permettono di rilanciare con convinzione il nome dello scultore e di proporre una datazione di questo suo prodotto al pieno degli anni sessanta del Trecento. Una sezione del testo è quindi dedicata alla ricostruzione delle vicende materiali subite dall’opera nel corso del tempo. Il rapporto che tuttora unisce la statua di Nino al ben più tardo San Ranieri di Andrea Guardi affonda le proprie radici nell’attenta disposizione di questi e di altri monumenti nella Cattedrale pisana poco dopo la metà del Quattrocento. Negli ultimi capoversi è considerata la fortuna incontrata dal Battista tra la fine del Trecento e l’inizio del secolo successivo: la rilevanza di quest’invenzione di Nino è stata compresa dagli scultori all’epoca attivi in Toscana assai più che dagli studi moderni.
Il San Giovanni Battista di Nino Pisano nella tribuna del Duomo di Pisa
Tulli, Veronica Sofia
2025
Abstract
Il San Giovanni Battista nella tribuna del Duomo di Pisa è un vertice incompreso del catalogo di Nino Pisano, al quale è stato attribuito in una sola e ormai dimenticata occasione. Finora gli studi hanno potuto far affidamento su un’unica riproduzione fotografica del marmo: le immagini poste a corredo del saggio permettono di rilanciare con convinzione il nome dello scultore e di proporre una datazione di questo suo prodotto al pieno degli anni sessanta del Trecento. Una sezione del testo è quindi dedicata alla ricostruzione delle vicende materiali subite dall’opera nel corso del tempo. Il rapporto che tuttora unisce la statua di Nino al ben più tardo San Ranieri di Andrea Guardi affonda le proprie radici nell’attenta disposizione di questi e di altri monumenti nella Cattedrale pisana poco dopo la metà del Quattrocento. Negli ultimi capoversi è considerata la fortuna incontrata dal Battista tra la fine del Trecento e l’inizio del secolo successivo: la rilevanza di quest’invenzione di Nino è stata compresa dagli scultori all’epoca attivi in Toscana assai più che dagli studi moderni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



