E se la modernità fosse precipitata in una caverna ancora più profonda e distante dalla verità rispetto a quella platonica? Nel loro carteggio (1928-1962), Leo Strauss e Gerhard Krüger si interrogano sulle sorti dell'epoca moderna, sospesa tra il nichilismo e la ricerca di un criterio orientativo intorno alla questione della vita buona. A fronte di tale esigenza, i sentieri dei due pensatori si divaricano sul ruolo della filosofia e della rivelazione: da qui si snodano interpretazioni differenti della storia della filosofia, e in particolare di Platone, alla cui scuola di pensiero siamo invitati a rimetterci per apprendere nuovamente a "filosofare", superando così la crisi moderna. In aggiunta all'epistolario sono tradotte in appendice la recensione di Krüger al volume di Strauss su Spinoza del 1930 e la recensione di Strauss al saggio di Julius Ebbinghaus sui progressi della metafisica (1931). Presi insieme, questi testi offrono uno spazio di immersione nel pensiero straussiano, mentre consentono un primo incontro con un autore meno noto, ma altrettanto interessante, quale Krüger.
Leo Strauss e Gerhard Krüger, Sulla filosofia degli antichi e dei moderni. Carteggio (1928-1962)
Alberto Zali
In corso di stampa
Abstract
E se la modernità fosse precipitata in una caverna ancora più profonda e distante dalla verità rispetto a quella platonica? Nel loro carteggio (1928-1962), Leo Strauss e Gerhard Krüger si interrogano sulle sorti dell'epoca moderna, sospesa tra il nichilismo e la ricerca di un criterio orientativo intorno alla questione della vita buona. A fronte di tale esigenza, i sentieri dei due pensatori si divaricano sul ruolo della filosofia e della rivelazione: da qui si snodano interpretazioni differenti della storia della filosofia, e in particolare di Platone, alla cui scuola di pensiero siamo invitati a rimetterci per apprendere nuovamente a "filosofare", superando così la crisi moderna. In aggiunta all'epistolario sono tradotte in appendice la recensione di Krüger al volume di Strauss su Spinoza del 1930 e la recensione di Strauss al saggio di Julius Ebbinghaus sui progressi della metafisica (1931). Presi insieme, questi testi offrono uno spazio di immersione nel pensiero straussiano, mentre consentono un primo incontro con un autore meno noto, ma altrettanto interessante, quale Krüger.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



