Il contributo presenta alcuni carotaggi sui volumi appartenuti a Tasso, offrendo così una riflessione sul rapporto tra la biblioteca e lo scrittoio dell’autore. L’attenzione si concentra su opere moderne di varia tipologia – commenti, traduzioni, compendi – che fungono da filtro rispetto ai più noti testi dalla classicità e che Tasso, senza esplicitarlo, spesso riprende a piene mani. Si esaminano dapprima alcune postille, apposte su testi come il De hominis felicitate di Flaminio de’ Nobili o il commento di Robortello alla Poetica aristotelica, che Tasso reimpiega nelle prose o che, più di rado, recano traccia di progetti mai portati a termine. L’indagine si sposta poi sul versante virtuale della biblioteca tassiana, attraverso il caso di un Teocrito già appartenuto all’abate Serassi, identificabile nella traduzione latina di Eobano Hesso e sfruttato tanto nell’Aminta quanto nei testi della maturità. Dall’esame incrociato di più cantieri, in prosa e in versi, emerge il profilo di un lettore onnivoro e ben consapevole delle crepe e degli scarti che emergono dal raffronto tra il testo degli antichi scrittori e quello dei loro interpreti moderni.
Sulla biblioteca di Torquato Tasso: percorsi di lettura
Lancellotti, Rosario
2025
Abstract
Il contributo presenta alcuni carotaggi sui volumi appartenuti a Tasso, offrendo così una riflessione sul rapporto tra la biblioteca e lo scrittoio dell’autore. L’attenzione si concentra su opere moderne di varia tipologia – commenti, traduzioni, compendi – che fungono da filtro rispetto ai più noti testi dalla classicità e che Tasso, senza esplicitarlo, spesso riprende a piene mani. Si esaminano dapprima alcune postille, apposte su testi come il De hominis felicitate di Flaminio de’ Nobili o il commento di Robortello alla Poetica aristotelica, che Tasso reimpiega nelle prose o che, più di rado, recano traccia di progetti mai portati a termine. L’indagine si sposta poi sul versante virtuale della biblioteca tassiana, attraverso il caso di un Teocrito già appartenuto all’abate Serassi, identificabile nella traduzione latina di Eobano Hesso e sfruttato tanto nell’Aminta quanto nei testi della maturità. Dall’esame incrociato di più cantieri, in prosa e in versi, emerge il profilo di un lettore onnivoro e ben consapevole delle crepe e degli scarti che emergono dal raffronto tra il testo degli antichi scrittori e quello dei loro interpreti moderni.| File | Dimensione | Formato | |
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