L’articolo esamina l’ode latina in versi alcaici composta nel 1805 dal padre scolopio Giuseppe Gregorio Maria Solari (1737-1814) per celebrare la visita di Napoleone a Genova, in occasione dell’annessione della Liguria all’Impero francese. Dopo aver delineato il contesto storico-culturale e il profilo dell’autore, l’indagine si sofferma sulla costruzione poetica del testo: il commento dettagliato ne evidenzia la fitta trama di allusioni a modelli classici (in particolare Orazio, ma anche Lucano, Virgilio, Cicerone), evidenziando come la traduzione italiana approntata dallo stesso autore tenda invece a esplicitare i riferimenti all’attualità. L’articolo analizza inoltre la circolazione dell’ode, che fu apprezzata da Vincenzo Monti e venne anche presto interpretata in chiave pre-risorgimentale. L’opera si configura, in ultima analisi, non come mero omaggio d’occasione, ma come l’espressione di un preciso discorso letterario e politico di Solari, coerente con il suo passato da giacobino moderato e con il suo ruolo di portavoce dell’Ateneo genovese.
«Napoleon pater atque princeps». L'ode alcaica latina di Giuseppe Solari per la visita di Bonaparte a Genova (1805) e i suoi modelli classici.
Nicolò Campodonico
2025
Abstract
L’articolo esamina l’ode latina in versi alcaici composta nel 1805 dal padre scolopio Giuseppe Gregorio Maria Solari (1737-1814) per celebrare la visita di Napoleone a Genova, in occasione dell’annessione della Liguria all’Impero francese. Dopo aver delineato il contesto storico-culturale e il profilo dell’autore, l’indagine si sofferma sulla costruzione poetica del testo: il commento dettagliato ne evidenzia la fitta trama di allusioni a modelli classici (in particolare Orazio, ma anche Lucano, Virgilio, Cicerone), evidenziando come la traduzione italiana approntata dallo stesso autore tenda invece a esplicitare i riferimenti all’attualità. L’articolo analizza inoltre la circolazione dell’ode, che fu apprezzata da Vincenzo Monti e venne anche presto interpretata in chiave pre-risorgimentale. L’opera si configura, in ultima analisi, non come mero omaggio d’occasione, ma come l’espressione di un preciso discorso letterario e politico di Solari, coerente con il suo passato da giacobino moderato e con il suo ruolo di portavoce dell’Ateneo genovese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



